THE WAY WE WORK

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Creare design e fare architettura vuole anche dire disegnare un posto dove, al tramonto, due amici seduti per terra si raccontano, adagio, le storie della loro vita

Ettore Sottsass

Molti anni fa, durante un periodo di studio all’estero sono stata partecipe ed osservatrice di come, a seconda della cultura del Paese di provenienza, misurarsi con un nuovo progetto significava dare maggiore priorità all’analisi storica, alla relazione con il luogo, alla disamina dei problemi ambientali, la costruzione di connessioni culturali-filosofiche, la riflessione sui materiali e le tecniche costruttive, l’analisi dei costi e dei tempi di esecuzione.

Una delle esperienze più significative fu quella di creare dei gruppi interdisciplinari per costruire progetti in equilibrio fra diversi elementi e punti di vista.

Negli anni e con il lavoro abbiamo aggiunto nuove priorità e prospettive: internet, crisi, politica, immigrazione, ma anche musica, cinema, letteratura, … oggi il principio in Gate per i progetti per i nostri clienti – privati o pubblici – è la soddisfazione dell’insieme delle loro esigenze, dalla nascita e soprattutto durante la vita delle nostre costruzioni. In Gate siamo interessati a capire il significato del quotidiano, di appartenenza ad un luogo, le implicazioni di avere una famiglia, dei figli, ciò che viaggiare o mangiare comporta. In questa prospettiva diventa importante ascoltare ed interpretare il luogo dove ci si siede per leggere o per riposare, la piazza dove ci si incontra, le cose che emozionano ognuno di noi.

Continuiamo a studiare la storia, la relazione fra i luoghi, la sostenibilità, i costi e ci guardiamo attorno ogni giorno ma, principalmente e sopra tutto, progettiamo spazi da vivere ed abitare reali, stando sempre attenti ai diversi punti di vista di chi utilizzerà le nostre architetture.

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