Il tempo di Gonçalo Byrne

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Il diritto alla contemporaneità del lavoro dell’architetto nella città storica è un concetto di Gonçalo Byrne che sembra un’idea ovvia e banale ma non lo è nel lavoro di tutti i giorni, non lo è per la maggior parte dei tecnici degli enti pubblici italiani che preferiscono una copia degli edifici storici – quali, come e soprattutto perché non è dato da sapere – oppure che preferiscono degli interventi timidi di poco impatto, anche in questo caso non si capisce come e soprattutto perché.

Le città italiane sono il risultato di un sovrapporsi di epoche e stili diversi, ovviamente alcuni edifici costruiti nel passato sono importantissimi da un punto di vista storico, artistico, ma altri sono banali ed a volte anche brutti ed è incomprensibile pensare di voler conservare tutto senza saper fare una lettura critica.

Byrne afferma che il tempo dell’architetto è diverso da quello dello storico; l’architetto deve
confrontarsi con pre-esistenze e con post-esistenze e collocarsi nel tempo di mezzo. Il progetto architettonico è una sintesi, una scelta, un atto di contemporaneità, dentro il tempo e con il tempo.
Un esempio pratico di ciò che afferma è il progetto del Citadel Hotel a Cascais; la costruzione di un hotel di lusso all’interno delle mura di una fortezza del 16° secolo nel cuore della città. Dove l’antico e il contemporaneo convivono e si rafforzano uno con l’altro; grazie al nuovo hotel si è potuto preservare e rispettare l’edificio antico e grazie alla collocazione l’hotel raggiunge una inusuale bellezza.

(conferenza di Gonçalo Byrne a Cagliari, marzo 2015 – viaggio a Cascais di Barbara e Marco, marzo 2016)

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