Cagliari – Ghetto degli Ebrei –

ghetto

Progetto di restauro e nascita del Museo

ANNI
1995-2000 2003-2007
COMMITTENTE
Comune di Cagliari
PROGETTISTI
Ing.Marco Granata Gate Engineering S.r.l.
con Arch. Luciano Deplano e Arch. Roberto Deplano
IMPORTO OPERE
€ 1.565.000,00

L’edificio si trovava in grave stato di degrado al punto da rendere pericolose tutte le operazioni iniziando da quelle di rilievo dello stesso. Erano presenti murature, allora di natura e stato non noti, molto alte, in assenza totale di controventi che potessero garantirne la stabilità. Gli unici solai esistenti erano le volte a botte realizzate con conci di pietra calcarea. Anch’esse non offrivano nessuna garanzia di resistenza.
Si riuscì comunque con l’uso di una stazione totale ad effettuare un primo rilievo sufficientemente preciso da permettere di elaborare un primo progetto di recupero e ristrutturazione statica atto a mettere in sicurezza le murature rimanenti ed a proteggere l’involucro delineando le odierne forme dell’edificio. Durante gli scavi effettuati nei primi lavori sono stati ritrovati numerosi reperti di grande importanza storico archeologico, utilissimi per una lettura della storia della città e della sua evoluzione storica e culturale, oggi questi oggetti sono custoditi e catalogati dalla
Soprintendenza Archeologica. Si fecero anche una serie di sondaggi e di pozzetti per verificare l’esistenza di ulteriori manufatti o resti della costruzione interrati. Venne individuato senza poterne leggere i contorni con precisione un piano totalmente interrato. Venne scelto di restaurare le murature esistenti con materiali e modalità realizzative adeguate e secondo la “carta del restauro” mentre per tutte le opere completamente nuove si scelse di utilizzare materiali e forme moderne in modo da rendere facilmente leggibile la storia della costruzione.
Durante la progettazione fu fatta grande attenzione alla sicurezza dei lavoratori e fu scelto di progettare delle torri d’acciaio a più piani, in grado di resistere ad eventuali crolli pe consentire le lavorazioni in sicurezza. Una volta prefabbricate furono inserite all’interno delle rovine con una gru. I lavori si svolsero regolarmente e gli scavi previsti misero in luce con precisone il piano completamente interrato, probabilmente il più antico di tutti i presenti.

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